lunedì 11 agosto 2008
giovedì 24 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
martedì 1 luglio 2008
Qui se mai verrai...
Associazione culturale Fondo Verri
Città di Lecce, Assessorato alla cultura e allo spettacolo
Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce
Amministrazione Comunale di Minervino
Lecce, Mediterranea - Estate 2008, giovedì 17 luglio, ore 21.15, Teatro Romano
Minervino di Lecce, domenica 20 luglio, ore 21,15, Piazza Umberto I
Qui, se mai verrai…
Il Salento dei Poeti
un concerto-recital dedicato al Salento e ai suoi poeti
“Qui se mai verrai…” - un verso di Vittore Fiore, un invito ed un auspicio per i viaggiatori -è il concerto-recital che il Fondo Verri dedica al Salento e alle voci dei suoi poeti.
Due le date del debutto, una a Lecce, scena di molti versi e di tanto poetare, giovedì 17 luglio alle ore 21.15 sul palcoscenico del Teatro Romano - per la stagione 2008 della rassegna dell’Assessorato alla cultura e allo spettacolo della Citta di Lecce, Mediterranea - e l’altra a Sud, a Minervino, sulla strada che ci avvicina a Finibusterrae, domenica 20 luglio alle ore 21,15, in Piazza Umberto I con il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Minervino e dell’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.
“Qui se mai verrai…” è anche un Cd ed un libro, la proposta di un itinerario, di una visita che guarda il territorio cercando nei luoghi il riverbero della poesia: un audioguida poetica, nata dall’incontro di Piero Rapanà, Simone Giorgino, Angela De Gaetano e gli Adria di Claudio Prima, Maria Mazzotta, Redi Hasa, Emanuele Coluccia, Ovidio Venturoso.
L’opera, introdotta da Antonio Errico, è composta di due sezioni. Una ampiamente rivolta al capoluogo Lecce e l’altra al Salento con versi dedicati ad Acaya, a Roca, a Martano, a Otranto, a Castro, a Poggiardo, a Palmariggi, a Vitigliano, a Cocumola, a Porto Badisco, a S. Maria di Leuca e a Gallipoli. I poeti che costruiscono con i loro versi l’itinerario sono: Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Ercole Ugo D’Andrea, Rina Durante, Vittore Fiore, Vittorio Pagano, Claudia Ruggeri, Salvatore Toma, Antonio Verri.
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giovedì 19 giugno 2008
domenica 6 aprile 2008
Scacco (matto) alle Torri!
Le torri! Bella suggestione! Torri costiere, castelli, fortificazioni, da sempre, “occhi” attenti della nostra Storia. Luoghi di avvistamento, di contemplazione, di meditazione; di paure e d’incanti volti a Levante. Lo sguardo spinto lontano: attese, fumi di fuochi per dire l’allerta in difesa e in accoglienza di tutte le genti. Le torri testimoni immobili di fughe e di arrivi fatti in silenzio. Sentinelle della pietra, fatte di pietra. Si sa, ruolo dell’arte è prefigurare, aprire strade, dare occhi a chi non vede. E, se questo è il suo compito, “con felicità apprendiamo” che la Provincia di Lecce con Confindustria, proponendosi il recupero delle torri costiere elegendole a testimonial del territorio, ha fatto proprio lo spirito di un progetto culturale attivo nel Salento dal 2003: I Luoghi d’Allerta, visite ed itinerari di spettacolo. “Bello!, ma…”. Al Fondo Verri, sorridono e quel “ma” ha il peso di lunghe ‘battaglie’: “ore e ore al telefono, inseguimenti all’assessore e di chi per lui, per convincere della bontà dell’iniziativa. Poi di colpo! E ti senti un po’ ferito, comunque! Eh! L’ignoranza!, la solita cosa che tu non conti niente, i soliti rompiballe di cui non curarsi, da accontentare con le bricioline. Utili solo a fare gli stalker, le guide, i rabdomanti delle tendenze… Il progetto de I Luoghi d’Allerta è nato nel 2003 è con il 2008 licenzierà la sua sesta edizione. Partendo dalle Torri Costiere, quella di Sant’Emiliano, fu quella che innaugurò la nostra prima volta” racconta Piero Rapanà, curatore del progetto, “gli itinerari proposti dal Fondo si sono spinti via via sino nella provincia di Brindisi e di Taranto dando concretezza alle linee culturali che sostanziano quel Grande Salento che la politica con grande affanno insegue”. “Quei ‘tratturi’, che Provincia e Confindustria vogliono recuperare alla antica bellezza, hanno portato le carovane delle visite sino a Torre Santa Susanna nello scrigno di San Pietro in Crepacore, tra i resti di Egnatia, nell’incanto contadino della Masseria Lo Iazzo a Ceglie Messapica” Benvenga allora questo risveglio istituzionale, no? “Si, ma!”. Ancora quel “ma”!
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venerdì 28 dicembre 2007
La Palascia è di tutti
Punta Palascia è un bene comune, è la porta del Parco regionale Otranto-bosco di Tricase, in una zona di interesse comunitario, è la punta più ad Est dell’Italia, lì c’è il faro di una Puglia che vogliamo sia un’ arca di pace nel Mediterraneo.
Il primo raggio di sole che sorgerà ad Est è l’augurio che il 2008 possa essere foriero di pace nel Mediterraneo, mare di molte storie, di molti popoli e scambi, e purtroppo di molti lutti e di molte guerre, conflitti, migrazioni.
Ma proprio lì incombe un progetto dello Stato Maggiore della Difesa, che - in nome della Sicurezza Nazionale - vuole un ampliamento della Base della Marina Militare di Punta Palascia che contempli una torretta di 11 metri per ospitare uno strumento a onde elettromagnetiche e dotato di videosorveglianza per monitorare il Canale d’Otranto in tutte le direzioni, in primis il Medio Oriente. In più, come base logistica, si vogliono locali interrati con uno sbancamento di circa 2.000 metri cubi di roccia carsica, il tutto sempre in zona Parco.
Da mesi le comunità locali, i cittadini, le associazioni più varie, gli intellettuali e gli artisti, in parte le stesse istituzioni sino alla Regione Puglia, si oppongono a questa manomissione che varierebbe lo sky line della costa in area protetta e consentirebbe lavori invasivi in una zona sottoposta a vari vincoli di cui il principale è quello della legge regionale che istituisce il Parco. Nello stesso tempo – su iniziativa del Ministero dell’Ambiente – si sono tenuti Tavoli congiunti di verifica a Roma e un Tavolo tecnico al Comune di Otranto, con la presenza degli interlocutori dello Stato maggiore della Difesa, per appurare l’entità e gli scopi del Progetto nell’ambito dei vincoli di legge, delle esigenze ambientali e della difesa del paesaggio, criteri anche questi sanciti costituzionalmente. Ma per ora le posizioni sono inchiodate nelle proprie rispettive visioni, e gli emissari autorevoli dello Stato Maggiore non vogliono accettare l’alternativa di arretrare queste esigenze costruttive alle spalle della base della Marina dove già esistono altre basi militari con costruzioni spesso obsolete e già invasive dello stato e della bellezza dei luoghi, che si farebbe bene a bonificare o dismettere a tutto vantaggio del paesaggio circostante.
La nostra mobilitazione continua e continuerà sino al chiarimento definitivo della vicenda, e verrà portata avanti nei luoghi istituzionali, nell’opinione pubblica, nelle comunità locali interessate alla istituzione del Parco, sempre nel principio della difesa delle bellezze ambientali e naturali, nella difesa del paesaggio, nella volontà di fare del faro di Punta Palascia la testimonianza storica e simbolica del Mediterraneo come mare di scambi e dialoghi di culture.
Chi volesse sostenere la nostra campagna e la nostra azione collettiva di cittadinanza attiva può contribuire alle nostre spese con liberi versamenti alla nostra PostePay 4023 6004 5267 8982 intestato a Arnaldo De Francesco
info@palascia.giulemanidallacosta.it http://palascia.giulemanidallacosta.it
Comitato giù le mani dalla Palascia
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